> Giuliana Sgrena  


inviata speciale de il Manifesto, ha seguito l’evolversi di sanguinosi conflitti, in particolare in Somalia, Palestina, Afghanistan, oltre alla drammatica situazione in Algeria. Negli ultimi due anni ha coperto la guerra e l'occupazione in Iraq. Nei suoi servizi cerca di indagare la realtà che sta dietro lo scontro armato, la vita quotidiana di quelle che sono le principali vittime delle guerre moderne: donne e bambini. Ha dedicato particolare attenzione all'islamismo e al suo effetto sulla condizione delle donne nel mondo arabo-islamico. Nell’ultimo suo libro, Fuoco amico (Feltrinelli), racconta la terribile esperienza del sequestro in Iraq e della sparatoria seguita alla sua liberazione in cui è rimasto ucciso Nicola Calipari, collocandoli all’interno della realtà irachena.

Elezioni Europee 2009, la candidatura di Giuliana Sgrena
Il ritratto di Elena Doni
Ho conosciuto Giuliana Sgrena negli anni ’90, quando l’Algeria era in fiamme e i fondamentalisti persuadevano con le bombe i democratici e le donne ad aderire al loro lugubre sistema di vita. Giuliana, che ha sempre avuto come credo giornalistico l’andare, vedere e ascoltare la gente, si appassionò alla causa dei democratici: rischiava, e molto, per andare a visitare villaggi lontani e faticò non poco al suo giornale per pubblicare quello che vedeva e ascoltava. Erano tempi in cui molti intellettuali di sinistra credevano nel multiculturalismo: se la segregazione delle donne, il rifiuto della scuola laica e le pene corporali fanno parte della cultura locale non dobbiamo essere noi a cercare d’impedire che venga seguita, si diceva.
Fu invece proprio per la sua battaglia coraggiosa e appassionata che Giuliana è diventata un personaggio tanto amato che quando fu rapita in Iraq fu organizzato ad Algeri da Nadia Bendjaballah, una delle donne del movimento democratico, in un diwan (luogo di ritrovo) un incontro per organizzare una manifestazione e presentare un appello ai rapitori per la sua liberazione. Messaggio che fu bloccato all’ultimo momento per il timore che questi facessero parte di un gruppo fondamentalista.
Questa è dunque la Giuliana Sgrena che io ho conosciuto: coraggiosa, appassionata e di un’onesta intellettuale per la quale è stata sempre pronta a rischiare tutto. Sarei contenta di vederla in un Parlamento Europeo che spesso si appiattisce nel perseguire conciliazioni difficili.

Leggi il messaggio di Giuliana

 


 
   
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