Dacia Maraini è nata a Firenze da una madre, Topazia Alliata, appartenente
ad un’antica famiglia siciliana, e da un padre, Fosco, etnologo,
per metà inglese per metà fiorentino. Proprio per la professione
del padre, la famiglia Maraini si trasferì in Giappone nel 1938
e qui fu internata in un campo di concentramento per non aver voluto firmare
l’adesione alla repubblica di Salò. Rientrati in Italia, i
Maraini abitarono per qualche tempo in Sicilia, a Bagheria, poi, intervenuta
la separazione dei coniugi, Dacia a diciott’anni seguì il
padre a Roma. Qui frequenta il liceo e si guadagna da vivere facendo la
segretaria, l’archivista, la giornalista. Il suo primo romanzo è “La
vacanza”, ma è il secondo, “L’età del malessere”,
ad attirare su di lei l’attenzione internazionale con il Premio Formentor.
Negli anni sessanta, mentre continua a pubblicare romanzi, comincia a occuparsi
di teatro; nel ’73 fonda a Roma, con alcune amiche attrici, il teatro
della Maddalena, gestito e diretto da donne. E’ qui che nel 1978
va in scena “Dialogo di una prostituta con unsuo cliente”,
che sarà rappresentato in 14 paesi diversi. Altri successi internazionali
saranno “Maria Stuarda”, “Storia di Piera”, “Il
treno per Helsinki”. “La lunga vita di Marianna Ucria”,
pubblicato nel 1990, premiato tra l’altro con il Supercampiello,
viene tradotto in diciotto lingue. Il libro di racconti “Buio” ottiene
nel 1999 il premio Strega. L’ultimo romanzo della Maraini, “Colomba”, è stato
tradotto in inglese, francese e tedesco.
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