Annullata la condanna a morte di Nazanin  

La ragazza iraniana, 17 anni, aveva ucciso per evitare uno stupro

A volte le pressioni e gli appelli servono. La Corte suprema iraniana ha annullato la condanna a morte di Nazanin, che nel 2005, a 17 anni, ha ucciso un giovane per non essere violentata. Nazanin è in carcere da oltre un anno e la sentenza che avrebbe dovuto mandarla al patibolo è stata emessa nel gennaio scorso, scatenando le proteste delle organizzazioni internazionali per i diritti umani e di alcuni gruppi di donne, tra cui Controparola.
Durante il processo, la ragazza ha ricostruito dettagliatamente la sua vicenda. Lei e una sua nipote di 16 anni si erano fermate con due amici in un posto isolato durante un giro in motocicletta a Karaj, vicino a Teheran. Qui il gruppo e' stato avvicinato con fare minaccioso da tre giovani uomini, che hanno detto di volere avere rapporti sessuali con le ragazze. I due amici sono fuggiti con le moto, lasciandole in balia del branco. E' stato allora che Nazanin ha estratto un coltello che aveva in tasca per difendere lei e la nipote. Ma i tre hanno continuato a inseguirle anche dopo che lei ne aveva ferito uno a un braccio. Allora lo ha colpito ancora, provocandone la morte. "Non volevo ucciderlo ma non sapevo cosa fare, e nessuno è venuto ad aiutarci", ha detto la ragazza, secondo quanto ha riferito l'agenzia ANSA.
Dopo l'annullamento della condanna a morte, la Corte Suprema ha disposto un nuovo processo. Ma noi crediamo che non si debba abbassare la guardia: Nazanin non va dimenticata e, come lei, altri minorenni e altre donne cui è stata inflitta una condanna alla pena capitale e di cui non si hanno più notizie.
Il codice penale iraniano prevede la pena di morte per le persone minorenni, femmine sopra i nove anni e maschi con più di 15 anni. La sospensione delle esecuzioni capitali di minorenni, o che erano minorenni all'epoca dei fatti per i quali sono state condannate, è una delle richieste avanzate dall'Unione europea nell'ambito di un dialogo sui diritti umani avviato con la Repubblica islamica prima dell'elezione del presidente Mahmud Ahmadinejad. Un primo risultato è stata, nel 2003, la sospensione delle sentenze di morte tramite lapidazione, previste per le persone riconosciute colpevoli di adulterio, anche se la pena non è stata cancellata.
Tuttavia, secondo dati di 'Nessuno tocchi Caino', nel 2005 otto minorenni sono stati messi a morte. Inoltre, al 7 gennaio 2006, c'erano almeno 19 donne nei bracci della morte in attesa di essere impiccate o lapidate, mentre nel carcere minorile di Teheran e in un'altra prigione c'erano almeno 30 condannati a morte che avevano meno di 18 anni al compimento del reato.

Ecco il testo dell'appello per Nazanin che, come Controparola, abbiamo inviato in febbraio al presidente iraniano:


Al presidente della Repubblica islamica d'Iran, signor Mahmud Ahmadinejad

Signor presidente,
la condanna a morte di Nazanin, la ragazza iraniana che ha ucciso un giovane che tentava di violentare lei e sua nipote, ha riproposto in modo particolarmente drammatico una piaga delle nostre società: la violenza contro le donne.

Abbiamo appreso in questi giorni che Nazanin potrà ancora fare appello contro la sentenza. Ma noi ci chiediamo: perché in Iran una giovane donna che, a 17 anni, ha ucciso per sfuggire ad uno stupro di gruppo, è stata condannata a morte quando, nel maggio 2003, un uomo colpevole di aver decapitato la figlia di sette anni per "punirla" di un presunto stupro subito, è stato condannato a soli tre anni di reclusione? Dunque l'onore di quel padre che ha ucciso la sua bambina con il pretesto di salvaguardare la dignità della famiglia vale più di quello di una donna vittima di un'aggressione sessuale?

Se non verrà rivista, la sentenza nei confronti di Nazanin potrebbe servire da pretesto per il perpetuarsi delle violenze nei confronti delle donne iraniane.

L'anno scorso è stata cancellata, dopo otto anni di reclusione, la pena di morte nei confronti di un'altra iraniana condannata per aver ucciso un uomo che tentava di violentarla, Afsaneh Nowruzi. Le chiediamo pertanto di adoperarsi presso le istituzioni giudiziarie del Suo paese per una rapida revisione del processo a Nazanin e per una revoca della condanna a morte.
Vorremmo anche avere notizie di Delaram Darabi, condannata a morte di recente per aver commesso un omicidio all'età di 17 anni e di altre due donne, Massumeh e Soqra, condannate alla lapidazione negli ultimi mesi dello scorso anno, quando nel 2003 la Repubblica islamica d'Iran ha annunciato la sospensione di questa pena crudele.

In attesa di una risposta, Le inviamo i nostri saluti.


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