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di
Controparola
Cara Veronica,
una parlamentare del Pdl,
anche a nome delle sue colleghe, ti ha scritto una lettera aperta
invitandoti a “parlare” con tuo marito e attribuendoti assurdamente la
responsabilità del proliferare delle veline in Italia. Come se non fosse
invece proprio il mercato maschile a dettare alle giovanissime le leggi
dello svestirsi e dell’atteggiarsi.
Forse questa parlamentare del Pdl ha sbagliato indirizzo. Perché proprio tu,
invece, hai denunciato quanto sono offensive, per te ma anche per tutte le
donne, queste frequentazioni di minorenni da parte di un uomo che usa il suo
potere per attirare ragazze sprovvedute in allegre e disinibite riunioni. La
corruzione non deve necessariamente passare dal denaro o da promesse di
lavoro. È un male sottile, che si respira proprio nelle atmosfere di eventi
chiassosi e artificiali. È troppo evidente la disparità della situazione per
non sentirsi offese, come donna e come moglie,
Le donne che credono nel rispetto di se stesse non possono che appoggiarti e
respingere qualsiasi critica ti venga mossa in quest’occasione.
Un consiglio: non “parlare” con tuo marito, non cadere nella trappola del
“c’eravamo tanto amati”, come ti suggerisce quella parlamentare del Pdl.
Ricusare un legame che ti offendeva è stata una prova di grande dignità. Il
flauto magico del pifferaio non funziona con donne che ascoltano la voce
della ragione: il tuo esempio darà forza ad altre donne per uscire dal limbo
del silenzio e per riscattare la propria dignità offesa.
26 maggio 2009
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