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Il
sindaco ribadisce gli impegni presi l’8 marzo scorso. Restano fuori dal
Campidoglio le mele della manifestazione di Emily
di Adele Cambria
«Questa è la giunta più rosa d’Italia, e
tuttavia le donne in consiglio comunale sono decisamente troppo poche, e
questo è un motivo in più per me per impegnarmi in una strategia di valoriz-
zazione che avrà tra i suoi punti più evidenti la presenza del 50% di donne
nei consigli d’amministrazione delle aziende del “Gruppo Comune di Roma”».
Così Walter Veltroni ieri nella seduta inaugurale del nuovo Consiglio
comunale nell’aula Giulio Cesare in Campidoglio. Eppure, si potrebbe
intitolare «Le mele che il Sindaco non mangiò...», la cronachetta di una
manifestazione candida e gentile, da parte di una rappresentanza delle
associazioni di donne che,come si diceva una volta, ai tempi eroici del
femminismo, «fanno caso al fatto di essere donne» ed erano state sollecitate
a ritrovarsi in Campidoglio, ieri pomeriggio, da Mariella
Gramaglia,l’assessore multiplo e infaticabile che non smemorizza le proprie
origini; ed infatti, concludendo un convegno promosso da Emily-Roma nella
Casa Internazionale delle Donne di via della Lungara, l’assessore aveva
ricordato che intorno al 20 luglio scadono i Consigli d’amministrazione di
un certo numero di aziende a partecipazione comunale, e che l’8 marzo, e
proprio in Campidoglio, dove aveva indetto una sia pur simbolica seduta del
Consiglio Comunale per i diritti delle donne, il sindaco aveva promesso: «Ci
impegniamo a fare in modo che al rinnovo dei consigli di amministrazione e
dei collegi sindacali della aziende partecipate al Comune di Roma, questi
siano composti per la metà da donne.»
Allora la leadership candidamente giovane di Emily-Roma (impersonata dalla
vice-presidente Patrizia Schifano), in collaborazione con quella di altre
associazioni (che nell’incontro di Via della Lungara si erano mostrate
deluse e critiche per certe scelte del Campidoglio, in campagna elettorale e
subito dopo), aveva immaginato un piccolo gruppo femminile con gli zaini
pieni di mele, e piccoli cartellini - tutto molto soft - col disegno
infantile di una mela ed il titolo: «Perché il sindaco trovi l’altra metà
della mela».
Alle 14 del pomeriggio di ieri il piccolo gruppo era già ai piedi della
scaletta da cui sarebbero arrivati i nuovi consiglieri - 6 soltanto, com’è
noto, le donne, nel nuovo Consiglio Comunale, 5 Ds e una di Rifondazione -
con le mele (rosse) e i volantini: Emily-Roma aveva pure scoperto che era il
compleanno del sindaco, e gli aveva fatto recapitare un libro di Simone De
Beauvoir, «Quando tutte le donne del mondo...». Ma le mele sono state
distribuite ai fotoreporter assetati e ai turisti incuriositi: infatti, come
ci ha spiegato un giovane ed inflessibile addetto alla sicurezza, «delle
mele non se ne parla proprio, non si può introdurre roba da mangiare in
Consiglio Comunale», e, se è vero che le sedute nell’aula Giulio Cesare sono
aperte al pubblico, la nostra era una sia pur minuscola «manifestazione», e
doveva essere preventivamente autorizzata. In quanto alla pubblicità della
seduta, quella inaugurale è riservata, con due inviti a testa, ai parenti o
agli amici dei consiglieri neo-eletti o ri-eletti. Ed erano già 120.
Qualche mela comunque è stata accettata dai consiglieri in arrivo, o
trafugata negli zaini delle giornaliste e delle assistenti delle
consigliere: e chiacchierando con la neo-eletta Ds Gemma Azuni, è nata
l’idea di creare,a partire da Emily Roma, e su una proposta che era stata
già abbozzata nell’incontro di via della Lungara, un Coordinamento
Elette-Elettrici. A Luisa Valeri, la giovane funzionaria parlamentare che a
nome del «Laboratorio 50&50» aveva lanciato l’idea - «Non è tollerabile -
aveva detto - che le elette non abbiano contatto con chi,nelle varie
associazioni, le promuove»- ha risposto Gemma Azuni , dichiarando
indispensabile la relazione tra donne,dentro e fuori delle istituzioni. E, a
partire da subito - perché l’iniziativa del primo coordinamento E-E sia
attivo entro settembre - c’è già l’impegno di Emily-Roma, e di Mariella
Gramaglia. Intanto Elena Doni e Paola Gaglianone, in rappresentanza
dell’associazione «Controparola» - con un documento che si intitola «Per una
maggiore presenza delle donne negli organismi di gestione della città»,
firmato,tra le altre, dalle scrittrici Elena Gianini Belotti, Dacia Maraini
e Maria Rosa Cutufrelli, sono state «ammesse» nell’aula Giulio Cesare, in
quanto giornaliste. E lo stesso, ovviamente, è accaduto a me.
Così pur nel festoso e fragoroso assembramento iniziale, fra troupes
televisive smaniose di intervistare soprattutto Giobbe Covatta, new entry
Verde, e neo-eletti in ghingheri con famiglie al seguito, ho incontrato
Mariella Gramaglia con la sua mela in mano, Monica Cirinnà l’aveva anche
lei, poi, con un blitz - intanto era arrivato il Sindaco - Paola Gaglianone
si è fiondata sul banco della Presidenza ed ha offerto a Walter Veltroni ed
a Maria Pia Garavaglia, i due foglietti,quello con la mela e quello di «Controparola»,
(che auspicava "la presenza delle donne nelle istituzioni e nelle agenzie
che si occupano di cultura"). «Non c’è bisogno, me lo ricordo...»), ha detto
sorridendo il Sindaco.
da l'Unità |
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