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Una trasmissione ignobile e qualche interrogativo
di
Lia Levi
C’è qualcosa di particolarmente ignobile nella
trasmissione televisiva “La pupa e il secchione” che va in onda nel tardo
pomeriggio tutti i giorni feriali su Italia 1 (con una appendice nella
nottata della domenica).
La peculiare “ignobiltà” di questo format risiede in una presunta par
condicio dello sberleffo. “Noi”, più o meno ci fanno capire gli
ideatori, “mettiamo a confronto ragazze bellissime e assolutamente votate al
non sapere nulla di nulla? Ma sì, guardate un po’ chi c’è dall’altra parte!
Uomini che sono sì genietti, ma brutti, goffi e del tutto ridicoli”.
E allora, chi ci fa la peggiore figura? L’ochetta svelta e pimpante che
confessa con tanta grazia di non ricordare il nome del Presidente della
Repubblica, oppure il bassetto con le orecchie a sventola che finisce col
ruzzolare a terra frastornato dalle “pupe” che si vede davanti?
No, non credo che questo deprimente escamotage possa incantare molta gente.
E prima di ogni altra considerazione, vogliamo dire ben chiaro che
calpestare la dignità di un essere umano, esponendolo alla berlina per
caratteristiche di ogni segno, siano fisiche o intellettuali, è un’azione di
profonda inciviltà che ci catapulta molto indietro nelle varie categorie
umane?
Per questo, al di fuori di quello che ci riguarda direttamente come
“genere”, dobbiamo innanzitutto protestare come cittadini depositari più o
meno degnamente di una cultura che dovrebbe mettere al suo centro la dignità
di ogni persona, uomo o donna che sia.
Venendo allo stereotipo “donna bella e scema” e “uomo brutto e
intelligente”, via, non c’era proprio niente di meglio e di nuovo che i
cervelli degli ideatori potevano spremere? Non avevano assolutamente niente
di meno trito da inventarsi? E che dico “inventarsi”, da rimasticare dai
repertori degli avanspettacoli di cento anni fa?
Magari prendendo uomini bellissimi e stupidi e donne brutte e
intelligentissime?
Forse invertendo i termini lo spettacolo sarebbe rimasto egualmente
ignobile, ma almeno avremmo navigato in acque un po’ più trendy.
Ma visto che non è proprio il caso di tirare fuori un discorso che anche
lontanamente abbia a che fare con la cultura e la storia, vorremmo solo far
presente alla Rete che ha mandato in onda “La pupa e il secchione”, almeno
tre figure-simbolo che forse, chissà, conosceranno anche loro.
Eva, che con l’episodio della mela, comunque lo si voglia
interpretare, con la sua trasgressione si configura come il primo essere
umano pensante, Sherazade, che gabba il Sultano e si salva con la
forza del narrare, e tutte le streghe, bruciate perché ne sapevano
di più.
Ora le streghe non le bruciano più (almeno in Occidente).
Ma qui da noi sembra comunque che sia meglio continuare a far finta che
ne sappiamo di meno. |
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