Il separatismo in libreria  


di Maria Serena Palieri - da l'Unità

Si chiama Donne in viaggio la raccolta di voci femminili dal Canada con la quale l'editrice fiorentina Le Lettere ci fa conoscere tre narratrici, Mavis Gallant, Janice Kulyk Keefer e Jane Urquhart, in versione short stories. La novella è una cifra forte della narrativa canadese: è nata a Wingham, nell'Ontario, Alice Munro, la scrittrice di short stories che è tra i maggiori talenti letterari oggi su piazza nel pianeta. Questi racconti editi da Le Lettere, nati metaforicamente all'ombra della grande Munro, non tradiscono le aspettative. Ma ci portano a ragionare su una questione: la raccolta di «voci femminili» è, da alcuni decenni, un genere a sé nell'editoria, fiorito negli anni del femminismo; oggi quali sono la sua finalità e il suo spazio? Il separatismo, in quegli anni a cavallo tra i Sessanta e gli Ottanta, in qualunque spazio applicato - dal confronto politico alle mostre d'arte - serviva a «dare valore» a un'esperienza femminile altrimenti misconosciuta e compressa. In campo editoriale, la memoria va a un piccolo monumento, La Tartaruga fondata nel 1975 da Laura Lepetit, che ci fece leggere Doris Lessing come Clarice Lispector; mentre nel corso degli anni con l'esperienza delle antologie «Le Rose», e/o ci ha fatto leggere testi doppiamente lontani, perché di paesi come Arabia o Cina e perché, appunto, femminili. Ma oggi il separatismo ha ancora un senso? Tutto sommato, sì. Intanto perché, la politica lo dimostra, illudersi di poterlo abbandonare per rifluire, ormai vaccinate dal misconoscimento e forti, nel neutro teatro del mondo significa ritrovarsi in breve azzerate come presenza. E poi perché i testi che si presentano con questo alone spesso regalano ancora sapori grati a noi lettrici. Un esempio: L'importanza di non capire tutto, raccolta di saggi e interviste di Grace Paley appena uscita per Einaudi Stile Libero. Paley, newyorchese oggi ottantacinquenne, è l'autrice di tre raccolte-caposaldo di short stories, Piccoli contrattempi del vivere , Più tardi nel pomeriggio ed Enormi cambiamento all'ultimo momento. Radical, pacifista, adepta di tutte le buone cause, in queste pagine ci racconta - tra l'altro - il suo «naturale» approdo a un femminismo ante litteram, negli anni Quaranta. E leggerla è una quieta, ma calda, festa dell'intelligenza.
 
L'Unità, 13 aprile 2007.

 
   
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