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di
Dacia Maraini
Si parla poco del prossimo Referendum: lo ignora la televisione, pasto
quotidiano degli italiani, ne accennano appena i giornali. Ma per i
distratti e gli svogliati vorrei riepilogare con parole semplici e chiare i
fatti: la Costituzione italiana è nata nel 1946-47 ed è stata elaborata da
ben 556 rappresentanti di tutte le matrici culturali, religiose e politiche
italiane. Fra loro ricordiamo: Croce, Einaudi, De Gasperi, Amendola,
Andreotti, Di Vittorio, Nenni, Fanfani,Saragat, Scalfaro, Silone, Taviani,
Terracini, Togliatti, Valiani, Zaccagnini. La Costituzione è entrata in
vigore nel 1948 ed esprime la voce limpida e pulita, idealista senza
settarismo della migliore Italia del dopoguerra. Una buona Costituzione
scritta in un bell’italiano nitido e cristallino,privo di quei bizantinismi
che spesso appesantiscono la prosa politica.
Nel 1997 la Commissione Parlamentare per le riforme costituzionali,
presieduta da D’Alema e composta da 70 parlamentari di entrambi gli
schieramenti, vedendo che nel frattempo si erano create delle discrepanze
fra le realtà regionali e la Carta, scrisse un testo di riforma. Le
modifiche riguardano solo il titolo 5, composto di 13 articoli, e sono state
fatte nell’intento di dare maggiori poteri alle istituzioni locali.
Nell’estate del 2003 invece, per decisione univoca del governo in carica, si
decide di modificare drasticamente la Costituzione. Quattro senatori del
centrodestra: Pastore, D’onofrio, Calderoli e Nania, scelti dalle rispettive
segreterie dei partiti FI,UDC, LEGA e AN, si sono riuniti per qualche giorno
e hanno scritto il loro testo di riforma. Su 134 articoli ne hanno
modificati 50 e ne hanno aggiunti 3.
- Parlamento: la riforma decide la nascita di un Senato Federale composto da
252 senatori eletti in ogni regione . Dei 630 deputati di ora ne resteranno
500. Al Senato spariranno i senatori a vita. Sparirà il bicameralismo:
Camera e Senato si occuperanno di argomenti diversi: per esempio una nuova
legge alla Camera non dovrà passare al Senato, il voto alla Camera sarà
definitivo.
- Esecutivo: cambiano i poteri del premier. Per insediarsi non avrà più
bisogno della fiducia della Camera. Il premier avrà il potere di nominare e
revocare i ministri e di sciogliere la Camera. Il capo dello Stato potrà
sciogliere la Camera ma solo su richiesta del premier o in caso di morte o
di dimissione o di voto di sfiducia.
- Devolution: le regioni avranno potere legislativo esclusivo su sanità,
scuola e polizia. È prevista il governo blocchi una legge regionale se
ritiene che pregiudichi l’interesse nazionale.
Già fin qui vediamo che si tratta di modifiche sostanziali che come minimo
andavano concordate con l’intero Parlamento. Ma cerchiamo di andare più nel
dettaglio: 1) Il Primo Ministro sarà eletto dal popolo e non avrà bisogno
della fiducia della camera per insediarsi. 2) Il Primo Ministro sceglie,
nomina e revoca gli altri Ministri a suo insindacabile giudizio e determina
la politica del Governo. 3) La Camera può sfiduciare il Primo Ministro
provocare la fine della legislatura e nuove elezioni. 4) Il Primo Ministro,
anche senza dimettersi, può imporre al Presidente della Repubblica di
sciogliere la Camera portando cosi il paese a nuove elezioni politiche. In
questo modo il Primo Ministro gestirà le elezioni nella pienezza dei propri
poteri. 5) La fiducia al Governo centrale può essere data e tolta dalla sola
Camera, mentre il Senato federale non avrà voce in capitolo. 6) Il
Presidente della Repubblica perde il diritto di sciogliere le Camere e di
autorizzare il Governo a presentare suoi disegni di legge.
Cosa capiamo da questa confusa ridda di emendamenti e aggiunte? Che il
Senato perde quasi tutto il suo potere decisionale, che le leggi del Senato
Federale possono essere modificate dal Governo se non concordano col suo
programma .Che le commissioni di inchiesta del Senato non avranno poteri
giudiziari e questo cancella del tutto le loro autonomie. Che aumenta il
potere politico sulla Carta Costituzionale: 11 componenti su 15 saranno
espressi dalla politica e solo 4 dalla magistratura. Che ci sarà meno spazio
per la rappresentanza in Parlamento degli italiani all’estero poichè la
circoscrizione estera viene eliminata dal Senato e rimane solo alla Camera.
Spero sia chiaro che votando NO si protegge una Costituzione nata dalla
collettività, contro una riforma nata solo dalla prepotenza di alcuni.
Da Il corriere della Sera |
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