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Lo stupro è un omicidio |
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Gentile presidente del Consiglio, ci sembra necessario tornare sulla sua battuta. «Ci vorrebbero tanti soldati quante sono le belle ragazze», perché, nella sua leggerezza, nasconde un’ignoranza pesante una tonnellata. Primo: nel suo strizzare l’occhiolino agli stupratori (li considera in fondo uomini incapaci di resistere al fascino femminile), lei tradisce l’idea che ha di se stesso, in quanto essere umano di sesso maschile. Un’idea animalesca, verrebbe superficialmente da dire, non fosse che gli animali, lo stupro, non lo praticano. Gli animali si accoppiano anche con aggressività, ma rispondendo all’istinto riproduttivo. E già, ora bisogna spiegarle, signor presidente del Consiglio, cos’è uno stupro. Lo stupro non è un’esperienza che attiene alla sfera erotica né, appunto, a quella biologico-riproduttiva. Lo stupro attiene alla stessa sfera cui attiene l’omicidio. È un’uccisione traslata. Da quando la violenza sessuale, in alcune parti del nostro pianeta, ha smesso di essere considerata una storia brutta, ma vecchia come il mondo e «naturale», da quando insomma si è cominciato a cercare di capire, le voci delle vittime - finalmente ascoltate - raccontano concordi questo: il terrore che assale chi viene stuprata è lo stesso di chi si trova tra le mani di un assassino. E questa è una delle due facce della questione. L’altra sono loro: i violentatori. Maschi sedotti senza possibilità di scampo da un paio di belle giovani gambe lasciate scoperte da una minigonna? Così voleva una certa vulgata una quarantina d’anni fa. Ma il fatto è che i violentatori colpiscono dappertutto. La cronaca registra di portantini che violentano vecchiette in barella reduci dall’anestesia, registra - di continuo - violenze su disabili. Già, lo stupro è un assassinio sotto altro nome: è paura dell’altro sesso che sconfina nell’odio. Ed è sopraffazione del più forte sulla più debole: è vigliaccheria. È questo, signor Presidente, il mondo a cui lei ha voluto strizzare l’occhiolino? L'Unità, 27 gennaio 2009
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