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Ancora una conferma
sui risultati delle “quote rosa”
di
Lia Levi
Il calabrone, lo sanno tutti,
è una specie di miracolo vivente.
Per la sua conformazione sproporzionata – corpo pesante e ali troppo corte –
non dovrebbe essere in grado di volare. E invece, ecco che spiega le su
alette e prende il volo.
E parliamo di quote rosa. Se si parte dal “rigore logico” di un
ragionamento, le quote rosa non passano per intero l’esame.
L’idea vaga di una sorta di specie protetta ha creato negli anni una
opposizione anche fra molte delle donne stesse.
Però è come il calabrone. Bando alle argomentazioni astratte: là dove le
quote sono state applicate, davvero funzionano, eccome.
Il nodo è tutto qui.
Una ulteriore conferma è arrivata in questi giorni da Oslo.
Nelle pagine dell’economia su “Repubblica” del 2 gennaio, già il titolo
suona “Risultati sorprendenti delle quote”.
Nel testo si racconta come abbia funzionato in pieno la legge dell’inizio
2006 che in Norvegia rende obbligatoria la presenza del 40% di donne nel CDA
delle imprese. C’era stata una pesantissima opposizione che poteva avere una
sua logica, ma adesso, visti i risultati, si è spenta del tutto ogni voce
contraria.
Uno studio del Cransfield School Management ha dimostrato che le imprese con
donne ai vertici producono risultati migliori.
“E’ chiaro” ha commentato Sigrung Vageng, la determinata donna che dirige la
Confindustria norvegese, “è chiaro che i migliori talenti si trovano
cercando fra il 100% e non nel 50% della popolazione”.
Insomma, il calabrone vola. |
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